Lupi: “Sala sta facendo bene. Prepariamo ora l’alternativa moderata"

 

Lupi: “Sala sta facendo bene. Prepariamo ora l’alternativa moderata”

L’ex ministro Maurizio Lupi: “Beppe Sala? Sta lavorando con sano pragmatismo. Milano laboratorio per un’esperienza moderata e centrista nazionale”.

Ex ministro, ex enfant prodige della periferia milanese, nella quale ancora vive. Poi le difficoltà innescate dal Celeste, la caduta del sistema regionale, la fine della teorizzazione dell’impegno in politica di Cl. Maurizio Lupi, in un’intervista ad Affaritaliani.it Milano, però non si scoraggia: “Al Meeting non sarò organizzatore ma so che ospita due incontri dell’Intergruppo parlamentare per la sussidiarietà a cui aderiscono oltre 200 deputati tra cui Mariastella Gelmini, Roberto Speranza, Fabio Rampelli, Graziano Delrio e Giancarlo Giorgetti”. E su Milano…

Qual è la posizione dei moderati cattolici italiani in un contesto di toni esasperati, come quello che si vive nella politica nazionale?
Il governo venuto fuori da queste elezioni è formato da due partiti che in realtà si sono presentati come avversari. Ora ci troviamo in una fase di transizione. Bisogna prendere atto che si tratta di un governo nato da un’assunzione di responsabilità e questa in generale è una cosa positiva. Credo che il contributo dei cattolici italiani sia quello di evitare di descrivere l’altro come il male assoluto, piuttosto il nostro ruolo è quello di dare giudizi e fare interventi di merito. Anche, ad esempio, per quanto riguarda il decreto dignità: la nostra posizione è di contrarietà perché non si può confondere la flessibilità, chiesta da chi dà lavoro ovvero le imprese, con la precarietà. È importante che nel campo del lavoro non sia il M5S da solo a dettare la linea perché noi siamo distanti mille miglia dallo statalismo e della demonizzazione delle imprese che loro hanno propugnato in campagna elettorale. E’ punitiva, a mio avviso, la stessa idea che quanti hanno preso un contributo dal governo e poi hanno delocalizzato siano oggetto di una multa pari a 5 volte quello che hanno ricevuto.

Il vostro interlocutore nel governo dunque è la Lega?
Con la Lega governiamo in molte regioni, come la Sicilia e la Lombardia, ma anche il Molise, quindi certamente cercheremo di spingere la Lega in questo contesto a farsi sentire.

Lei è stato ministro delle infrastrutture, come reputa l’operato di Toninelli, anche nell’affaire migranti?
Siamo distanti, perché ad esempio io ho ritenuto le grandi opere sempre un punto centrale dello sviluppo del Paese. Parlo ad esempio del terzo valico o della Torino Lione. Non capire questo significa non comprendere che ne va del futuro del Paese. Quanto alla Capitaneria di Porto, è uno strumento fondamentale per la politica marittima: la Guardia Costiera lavora per la salvaguardia della sicurezza del nostro mare e naturalmente ha anche il compito di prestare soccorso a chi è in pericolo.

La questione migranti porta alla luce un tema di umanità e di valori anche cristiani. Lei è un esponente del movimento di Comunione e Liberazione, come si sta vivendo questo problema?

Parlo per me: penso che si debba affermare con forza il valore dell’accoglienza e della dignità umana. Ma questo deve andare di pari passo con la fermezza: è bene affermare che Lampedusa è il confine d’Europa. Le persone vanno accolte in luoghi dove possano mantenere la loro dignità ma le nostre coste vanno controllare. Al di sopra di tutto comunque c’è la vita umana che vale più di qualsiasi altra cosa. Quanto a Comunione e Liberazione, è un movimento ecclesiale che educa alla fede, penso che i parlamentari cattolici siano convinti del fatto che umanità e regole si possano conciliare.

Al meeting di Rimini si sono formati in passato governi e create alleanze. Cosa succederà quest’anno?

Parteciperò, come sempre per sincera amicizia, ma non sono fra gli organizzatori. Sono contento che quest’anno il Meeting ospiti due incontri dell’Intergruppo parlamentare per la sussidiarietà a cui aderiscono oltre 200 deputati tra cui Mariastella Gelmini, Roberto Speranza, Fabio Rampelli, Graziano Delrio e Giancarlo Giorgetti, per citarne solo alcuni. È un luogo in cui ci si confronta ma soprattutto si dialoga su alcuni temi come il Sud, il welfare, l’educazione e la democrazia. Oggi l’Italia ha bisogno di luoghi per ascoltarsi e l’Intergruppo è uno di questi.

Milano sembra sempre andare in controtendenza rispetto all’Italia. Qual è la ricetta?

Milano ha in sé le risorse per essere al meglio, e le sue risorse sono i cittadini. Il compito della politica è liberare queste energie.

Secondo Lei Sala lo sta facendo?

Sala sta lavorando con sano pragmatismo e questa è la bussola da tenere. Noi siamo all’opposizione ma valutiamo sempre sui risultati. Per le prossime elezioni comunali bisogna prepararsi a creare un’alternativa seria. Milano potrebbe essere un laboratorio per un’esperienza moderata e centrista di livello poi nazionale. Vedo ad esempio con molto favore la nomina di Antonio Tajani a vicepresidente di Forza Italia.

Intervista del 18/07/2018 ad AffariItaliani di Ma.TS.