La mia solidarietà a Salvini. Non è questo il momento dello scontro tra istituzioni, a livello interno e a livello internazionale.

La mia solidarietà a Salvini per l’affrettato avviso di garanzia pervenutogli.
Non è questo il momento dello scontro tra istituzioni, a livello interno e a livello internazionale.
Non è così che si affrontano questioni politicamente delicate. Non è il tempo delle prove di forza, dei bracci di ferro e delle minacce vane, come quella di non dare il contributo italiano all’Ue inopinatamente avanzata da Di Maio, che possono avere conseguenze gravi per il nostro paese e per la vita quotidiana dei cittadini, soprattutto i più poveri.
A indebolire le istituzioni si rischia, come ha detto il sottosegretario Giorgetti al Meeting di Rimini, che poi si invochi l’uomo forte.
Impariamo come al solito dalla saggezza della Chiesa, che afferma il principio di una accoglienza ragionevole e non illimitata e nello stesso tempo con pragmatismo sa mediare per risolvere le emergenze umanitarie. Io sono d’accordo con la linea della fermezza sull’immigrazione illegale, ma la fermezza ha la sua forza nelle ragioni non nelle provocazioni verbali che esasperano solo gli animi e aggravano le situazioni.
Il cambiamento va perseguito nel rispetto delle leggi, cambiandole se se ne ha la capacità e la forza politica. Mi sembra che oggettivamente in questo momento l’alleanza della Lega con i 5 stelle mostri tutte le discrepanze che già il parto del contratto di governo aveva reso evidenti.