Incendiavano sé stessi per salvare l’Europa a differenza di alcuni che, oggi, incendiano l’Europa per salvare se stessi.

Incendiavano sé stessi per salvare l’Europa a differenza di alcuni che, oggi, incendiano l’Europa per salvare se stessi.
Il 16 gennaio del 1969 Jan Palach si incendiava in piazza San Venceslao come segno di protesta e di disperazione contro la censura comunista e l’occupazione sovietica della Cecoslovacchia, morendo 3 giorni dopo in ospedale. Nei giorni seguenti altri sette giovani universitari si incendiarono, continuando la sua protesta.
Si dovettero aspettare 10 anni e la< ‘’Rivoluzione di Velluto’’ di Vaclav Havel nel 1979, con la pubblicazione de ‘’Il Potere dei senza potere’’, per vedere in quella Repubblica i semi di quel dissenso che, sconvolgendo molti, portò ad un cambiamento. Un Paese senza memoria non ha futuro e il rischio che anche oggi possa passare sotto silenzio un gesto che ha sconvolto e dato speranza a molte persone, non solo rinchiuse nella coltre oltre il Muro di Berlino, è altissimo. Intere generazioni non solo non hanno vissuto quei giorni ma anche non sanno cosa era il mondo a quel tempo. Per questo credo nel valore del ricordo, non fine a se stesso, ma per valorizzare quel sacrificio. Per questo oggi abbiamo voluto ricordare quei martiri per la libertà a cinquant'anni dall'evento con una conferenza stampa. Più che la polemica, più che organizzare viaggi in macchina per attaccare il ‘’palazzo’’ di cui si vuol far parte (magari intanto seguiti anche dalla scorta), dovremo decidere cosa fare di questa Europa in questa epoca di cambiamento e rimboccarci le maniche. Loro incendiavano sé stessi per salvare l’Europa. Oggi altri incendiano l’Europa per salvare loro stessi.