Alitalia: Nazionalizzazione? No grazie. Tria smentisce Di Maio

Alitalia: Nazionalizzazione? No grazie. Tria smentisce Di Maio
Grande è la confusione nei cieli e sotto i cieli italiani e Alitalia balla nelle turbolenze governative.
Se da una parte il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio dichiara con nonchalance che Tesoro e Ferrovie dello Stato potranno superare il 50%, rinazionalizzando così la Compagnia di bandiera e lo fa – sono sempre parole di Di Maio – ‘a tutela di interessi italiani, dei diritti dei lavoratori e dei livelli occupazionali’, dall’altra parte il ministro dell’Economia Giovanni Tria, rispondendo alla Camera dei deputati a una nostra interrogazione dice chiaro e tondo che per Alitalia ‘non c’è in campo una ri-nazionalizzazione, la soluzione non può che essere di mercato trainata da soggetti che hanno una posizione di rilievo sul mercato dell’aviazione civile’.
Chi ha ragione? Chi dei due incarna la politica industriale del Governo?
Di Maio, a cui non bastano gli 8 miliardi già sborsati dagli italiani per Alitalia e bruciati uno dopo l’altro?
O Tria, che, dopo il buon lavoro di risanamento fatto dai commissari, vuole vedere il piano industriale e comunque pensa che la Compagnia debba vivere di mercato e non di assistenzialismo statale?
Do comunque un consiglio, anche se non richiesto, al ministro Toninelli: questo, e non la Tav per la quale era già stata fatta dall’Europa, è proprio il caso in cui prima di riusare i soldi dei cittadini servirebbe un’analisi costi/benefici.