Nell’accordo con la Cina servono meno confusione, più strategia e un’Europa unita.

Nell’accordo con la Cina servono meno confusione, più strategia e un’Europa unita.
 
Il tema della cooperazione con la Cina è un tema da sempre di attualità e credo che non sia assolutamente inutile il dibattito che si è creato in questi giorni.
Credo altrettanto però che per affrontare con serietà il tema senza alcun pregiudizio, bisogna chiarire almeno due cose:

– Le preoccupazioni sull’intesa rimangono
– Queste potranno venire meno se e solo se, come Paese, attueremo una visione strategica sapendo cosa vogliamo fare e con chi vogliamo farlo.
Per affrontare questo tema seriamente dobbiamo prescindere da tutti i pregiudizi e stabilire tre coordinate:
1) Solo una Europa unita, con una visione cosciente del suo compito, può affrontare questo dialogo tutelando l’interesse dell’Italia
2) L’Italia non può diventare l’ingresso in Europa della Cina se non a condizione di reciprocità
3) Non possiamo più permetterci di essere un Paese con una visione di politica estera contraddittoria.
Essere contraddittori vuol dire inserire nel memorandum l’importanza delle reti TenT per il rapporto Europa-Cina, tra cui il corridoio mediterraneo per poi metterle in discussione a livello di politica nazionale.
Firmare un protocollo d’intesa in queste condizioni vuol dire che siamo inaffidabili e conseguentemente deboli nelle nostre trattative.
Ha ragione il Presidente Conte: l’unita dell’Europa su questo dossier è la sfida vera e con la Cina bisogna dialogare.
Ma questo potremo farlo solo se saremo meno confusi e più chiari, nell’interesse sia dell’Italia che dell’Europa

 

Nell’accordo con la #Cina servono meno confusione, più strategia e un’Europa unita.Il tema della cooperazione con la Cina è un tema da sempre di #attualità e credo che non sia assolutamente inutile il dibattito che si è creato in questi giorni.Credo altrettanto però che per affrontare con serietà il tema senza alcun pregiudizio, bisogna chiarire almeno due cose: – Le #preoccupazioni sull’intesa rimangono – Queste potranno venire meno se e solo se, come Paese, attueremo una #visione strategica sapendo cosa vogliamo fare e con chi vogliamo farlo.Per affrontare questo tema seriamente dobbiamo prescindere da tutti i pregiudizi e stabilire tre coordinate: 1) Solo una Europa unita, con una visione cosciente del suo compito, può affrontare questo dialogo tutelando l’interesse dell’Italia2) L’Italia non può diventare l’ingresso in Europa della Cina se non a condizione di reciprocità3) Non possiamo più permetterci di essere un Paese con una visione di politica estera contraddittoria. Essere contraddittori vuol dire inserire nel memorandum l’importanza delle reti TenT per il rapporto Europa-Cina, tra cui il corridoio mediterraneo per poi metterle in discussione a livello di politica nazionale. Firmare un protocollo d'intesa in queste condizioni vuol dire che siamo inaffidabili e conseguentemente deboli nelle nostre trattative.Ha ragione il Presidente Conte: l'unita dell’Europa su questo dossier è la sfida vera e con la Cina bisogna dialogare. Ma questo potremo farlo solo se saremo meno confusi e più chiari, nell'interesse sia dell’Italia che dell'Europa

Pubblicato da Maurizio Lupi su Martedì 19 marzo 2019