MOZIONE 1/00190 – Maratone

Mozione 1-00190

presentato da

LUPI Maurizio

testo presentato

Venerdì 31 maggio 2019

modificato

Mercoledì 5 giugno 2019, seduta n. 185
La Camera, premesso che:

le maratone (42,195 chilometri) e le mezze maratone (21,0975 chilometri) sono tra gli eventi sportivi agonistici, a vocazione popolare, più partecipati e diffusi al mondo;

i numeri economici delle maratone mondiali, degli ultimi 15 anni, registrano dati di partecipazione in continua crescita con un contestuale beneficio economico per le città che le organizzano, collegato alla parte logistica e culturale, e legato non solo ai partecipanti ma anche agli accompagnatori;

le cosiddette «6 Major Marathon», New York, Londra, Berlino, Chicago, Boston e Tokyo oggi registrano la partecipazione di circa 250.000 persone, la maggior parte da qualificarsi quali amatoriali, muovendo un giro di affari che si avvicina ai 2 miliardi di dollari;

la TCS New York City Marathon, la corsa più partecipata al mondo, è ormai una voce nel bilancio della Città di New York City;

secondo il Sole 24 Ore (articolo del 5 novembre 2018) la maratona di New York genera ormai un impatto economico di circa 415 milioni di dollari, un record di oltre 50.000 partecipanti provenienti da 130 paesi, e circa 258.000 ospiti collegati ai partecipanti che visitano la Grande Mela durante la settimana di maratona;

la Boston Marathon, la più antica maratona del mondo, secondo la Greater Boston Convention & Visitors Bureau (Gbcvb) nel 2016 ha portato alla città di Boston una cifra vicina ai 200 milioni di dollari (e un giro di affari totale che ha sfiorato i 300 milioni di dollari), poco più di 30.000 partecipanti ufficiali alla maratona, tra cui più di 6.400 atleti provenienti da 98 paesi al di fuori degli Stati Uniti;

in Giappone negli ultimi dieci anni i finisher sono aumentati di quasi 8 volte, passando dai 74.000 del 2006 ai 576.000 del 2015, superando così anche gli Stati Uniti e i numeri economici correlati dimostrano l’importanza di queste manifestazioni nello sviluppo economico-turistico del Paese;

in Francia, dove si registrano i dati di maggior crescita a livello europeo, il mercato vale ad oggi un miliardo di euro. Il delegato generale della Fifas (Federazione francese delle industrie sport e tempo libero), Virgile Caillet, ha dichiarato al quotidiano francese Les Echos, che «il mercato francese correlato alle maratone registra ogni anno una crescita del 40 per cento. La corsa è un fenomeno che in Francia è esploso»;

oggi, grazie ai runner, il mercato francese è uno dei più grandi in Europa, con un fatturato di 80 milioni di euro;

in Italia, la Federazione italiana atletica leggera – Fidai (2 maggio 2019) comunica che al 31 dicembre 2018 ha registrato 220.724 tesserati, cifra record mai registrata nella storia della Federazione italiana di atletica leggera;

una cifra che non comprende i 50.996 runner tesserati con runcard, per un totale di praticanti dell’atletica leggera in Italia che raggiunge i 271.720 mila;

la maratona di Roma ha visto crescere i propri iscritti dai 9100 del 2005 ai 13.224 dell’edizione del 2018, con un soggiorno medio, per maratoneti e accompagnatori, di tre giorni;

gli atleti italiani, partecipano alle grandi maratone internazionali in numero sempre crescente, senza avere norme limitative differenziate rispetto agli atleti locali;

tra le grandi maratone del mondo, la più amata dagli italiani si conferma ancora una volta la New York City Marathon (4 novembre) con 2.762 nostri connazionali arrivati;

per il secondo anno consecutivo, al secondo posto si piazza la maratona di Valencia (2 dicembre) con 1.559 italiani, seguita da Berlino (953, 16 settembre), Parigi (905, 8 aprile), Barcellona (634, 11 marzo) e Atene (517, 11 novembre);

le presenze di italiani sono state rintracciate in 127 maratone nel mondo (fonte Ansa aprile 2018);

va constatato che la maratona non è solo un semplice evento sportivo ma una fonte qualificata per il mercato locale, generando occupazione e indotto economico;

in Italia sono state inserite nel calendario della Federazione italiana atletica leggera 37 maratone e 161 mezze maratone;

i dati della Fidal indicano che il numero medio di partecipanti per le maratone, basandosi su dati riferiti ai risultati del 2018, è di 1.416,02 atleti (italiani e stranieri), mentre lo stesso numero medio è di 949,24 atleti (italiani e stranieri) per le mezze maratone;

la partecipazione degli atleti stranieri a partire dal 2014 a seguito del decreto ministeriale del 24 aprile 2013 («decreto Balduzzi») e successivo articolo 42-bis del decreto-legge n. 69 del 21 giugno 2013 («decreto del Fare») convertito dalla legge n. 98 del 9 agosto 2013 e del decreto ministeriale dell’8 agosto 2014, non è aumentata, anzi si è andata con gli anni riducendosi, secondo quanto riportato dagli organizzatori;

detta riduzione di partecipazione si riflette sulla capacità da parte degli organizzatori di attrarre sponsor qualificati internazionali, oltre alla ricaduta economica negativa sull’indotto (data dall’attività turistica) per i territori interessati, visto che gli stranieri, invece di venire e partecipare alle maratone in Italia, preferiscono andare a gareggiare altrove;

questa limitazione è stata segnalata, con apposite lettere, dagli organizzatori delle principali maratone italiane;

quella di Roma, capitale culturale del mondo, è solo la ventesima maratona, frenata sicuramente dal limite dei certificati medici;

la tutela della salute degli individui è un bene primario presente in quasi tutte le legislazioni sanitarie nazionali;

la certificazione per l’attività sportiva di particolare ed elevato impegno cardiovascolare, quali la maratona e la mezza maratona, è disciplinata dal decreto ministeriale del 24 aprile 2013;

del 1° giugno 2016 per partecipare a manifestazioni organizzate sotto l’egida della Fidal occorre essere obbligatoriamente tesserati con la Fidal stessa, tramite una società affiliata oppure tramite la Runcard;

dal 1° gennaio 2017 le gare di mezza maratona e maratona potranno essere inserite solo nel calendario nazionale;

la partecipazione a manifestazioni agonistiche «no-stadia» di atleti italiani e stranieri non tesserati né con la Fidal né con federazioni straniere affiliate alla Iaaf, ma in possesso della «Runcard» o della «Mountain and trail runcard», è subordinata alla presentazione di un certificato medico di idoneità agonistica specifica per l’atletica leggera;

le norme per l’attività sportiva agonistica fanno riferimento al decreto del Ministero della sanità 18 febbraio 1982 «Norme per la tutela sanitaria dell’attività sportiva agonistica»;

la visita clinica e la valutazione globale degli accertamenti nonché l’atto certificatorio devono essere effettuati nelle sedi autorizzate esclusivamente e personalmente dallo specialista in medicina dello sport operante all’interno di strutture mediche autorizzate (ambulatori, centri, istituti, servizi pubblici o privati in possesso di precisi requisiti di organizzazione, strutture ed attrezzature in rapporto alla tipologia delle visite che s’intenda effettuare in base ai protocolli previsti dai decreto ministeriale 18 febbraio 1982 e 4 marzo 1993);

la Fidal ha emanato una nota informativa per l’organizzazione delle manifestazioni «No-stadia» che impone agli atleti stranieri non tesserati residenti all’estero, che vogliono partecipare ad una maratona italiana, di presentare documentazione medica conforme alla normativa stessa, e quindi l’effettuazione dei seguenti esami: visita medica, esame completo delle urine, elettrocardiogramma a riposo e dopo sforzo, pirografia;

questi esami, in molti Paesi, hanno un costo superiore anche di 5 volte rispetto al costo medio applicato in Italia (circa 80 euro). Inoltre, non essendo prevista la figura dello specialista in medicina dello sport, spesso si rende necessario effettuare gli esami in diverse strutture, e diventa difficile trovare il medico che si assume la responsabilità di firmare il certificato di idoneità alla pratica agonistica;

la normativa sanitaria attuale dettata dal decreto ministeriale 18 febbraio 1982, dall’articolo 3 del decreto ministeriale del 24 aprile 2013 («decreto Balduzzi») e successivo articolo 42-bis del decreto-legge n. 69 del 21 giugno 2013 («decreto del Fare») convertito dalla legge n. 98 del 9 agosto 2013 e del decreto ministeriale dell’8 agosto 2014 risulta limitante per la partecipazione degli atleti stranieri, pur in possesso di certificazione medico-sportiva valida nel loro Paese di origine;

tali limitazioni riducono di fatto la partecipazione degli atleti stranieri alle maratone italiane con danno economico per gli organizzatori e per il tessuto cittadino di riferimento,

impegna il Governo:

1) nel rispetto delle norme di tutela sanitaria presenti in Italia, ad adottare iniziative normative che consentano agli atleti stranieri di potersi iscrivere alle manifestazioni «no-stadia» che si svolgono sul territorio italiano (corsa e marcia su strada, corsa campestre, corsa in montagna, ultramaratona, trail running e nordic walking) basandosi sulle rispettive leggi di tutela sanitaria specifiche relative al proprio Paese di residenza (quindi consentendo, per esempio, ai runner statunitensi di poter presentare in Italia un’autocertificazione così come previsto dalla normativa statunitense);

2) a far sì, per quanto di competenza, che le norme di tutela sanitaria che riguardano gli italiani per le maratone e mezze maratone sul territorio italiano continuino ad essere rispettate;

3) a considerare le maratone e le mezze maratone nell’ambito di un piano strategico di sviluppo economico, attivando, insieme al Coni, alla Fidal e a Sport e salute spa, un tavolo di lavoro specifico;

4) ad adottare iniziative per individuare forme di sinergia con attività culturali da implementare nelle città, anche di concerto con l’Anci, in occasione delle maratone e delle mezze maratone a vantaggio degli atleti e dei loro accompagnatori, sia italiani che stranieri.
(1-00190) «Lupi, Occhionero, Zanella, Gagliardi, Schullian, Enrico Costa».