INTERROGAZIONI in Assemblea – Plastic Tax

Interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-01054

presentato da

LUPI Maurizio

testo presentato

Martedì 22 ottobre 2019

modificato

Mercoledì 23 ottobre 2019, seduta n. 244
LUPI, COLUCCI, TONDO e SANGREGORIO. — Al Ministro dello sviluppo economico
— Per sapere – premesso che:

nel documento programmatico di bilancio è prevista un’imposta sulla plastica che scatterà dal 1o giugno 2020;
introdurre una tassa di un euro al chilogrammo quando la materia prima viene acquistata mediamente a 90 centesimi al chilogrammo, e rivenduta mediamente a 1,3/1,4 euro al chilogrammo, significa tassare con un aumento del 110 per cento l’intera filiera della plastica;
il settore industriale delle materie plastiche rappresenta un’eccellenza italiana, con un indotto occupazionale che coinvolge circa 10.000 aziende, 150.000 addetti ed un fatturato di 40 miliardi di euro;
secondo Confindustria le imprese italiane già pagano 450 milioni di euro all’anno di contributo ambientale Conai (Consorzio nazionale imballaggi) per la raccolta e gli imballaggi in plastica e 350 milioni di euro sono destinati ai comuni italiani per garantire la raccolta differenziata; esattamente 0,150 euro al chilogrammo per materiale riciclabile e 0,370 euro al chilogrammo per non riciclabile;
la tassa rischia di colpire anche gli imballaggi composti in parte con materiali riciclati, penalizzando così gli investimenti effettuati da un intero settore nei processi di transizione verso l’economia circolare;
si tratta di un provvedimento privo di fondamento logico, perché il problema non è combattere la plastica come materiale, ma combattere contro la plastica non raccolta e dispersa nell’ambiente. Si rischia così di criminalizzare un materiale per quella che appare agli interroganti l’incapacità del Governo e delle amministrazioni a gestire il problema rifiuti, mettendo così a rischio l’intero settore occupazionale;
il Governo dovrebbe puntare, nell’interesse reale del Paese, a una vera informazione ed educazione sull’importanza del corretto smaltimento e del valore che può derivare dai rifiuti plastici, recuperando e smaltendo correttamente la plastica. Si preferisce tassare, anziché informare ed educare, scaricando l’inefficienza della raccolta e la gestione del problema sulle spalle dell’industria della plastica e solo per far cassa: ciò comporta un gravissimo impatto nel settore delle plastiche, soprattutto da imballaggio, con serissime ed evidenti ricadute occupazionali;
l’Italia è un Paese che ha dato alla chimica premi Nobel e ora pensa di risolvere il problema della plastica con tasse e divieti: basterebbe solo educare, ma per educare bisogna conoscere;
ciò che accadrà, senza un cambio di rotta, è che l’industria italiana della plastica sarà fuori competizione –:
se, in considerazione della grave situazione che si verrebbe a creare nel settore industriale delle materie plastiche, il Ministro interrogato non intenda adottare iniziative per sostenere tale comparto produttivo. (3-01054)