MOZIONE 1/00292 – Venezia

Mozione 1-00292

presentato da

LUPI Maurizio

testo presentato

Lunedì 18 novembre 2019

modificato

Martedì 19 novembre 2019, seduta n. 262
La Camera, premesso che:

la città di Venezia è stata colpita e devastata da un’ondata «di acqua alta» con gravissimi danni alle abitazioni ed alle opere artistiche e architettoniche di grande pregio. Un disastro, quindi, con danni molto ingenti e con alcuni morti;
a causa delle forti piogge, infatti, il livello del mare ha superato i 180 centimetri e ha causato l’allagamento della città e delle isole minori e la mareggiata ha investito tutto il litorale;
anche i comuni di Caorle, Jesolo, Cavallino Treporti, Chioggia sono stati devastati dalla mareggiata;
dopo il primo ritiro delle acque si è potuta constatare la gravità dei danni che hanno colpito, in particolare, numerosi beni culturali, come monumenti, chiese e, in particolare, la Basilica di San Marco;
anche le infrastrutture pubbliche hanno subito rovine, insieme a case, imbarcazioni e strutture ricettive, con danni futuri al settore turistico e alberghiero;
occorre, quindi, con urgenza un grande sostegno economico per le prime spese ed un successivo impegno di risorse adeguate anche per le difficoltà della regione e degli enti locali a fronteggiare da soli la grave situazione;
per realizzare una struttura protettiva che mitigasse e difendesse Venezia dall’acqua alta è stato progettato il Mose;
il Mose, infatti, è un’infrastruttura strategica inclusa nel relativo programma (istituito dalla legge n. 443 del 2001, cosiddetta legge obiettivo). L’opera, di cui oggi è completa solo la struttura di cemento e acciaio delle quattro dighe, non è ancora finita. Infatti, il sistema di paratoie mobili è fermo al 94 per cento dei lavori. Il Mose può proteggere Venezia e la laguna dalle maree alte fino a tre metri e da un innalzamento del livello del mare fino a 60 centimetri nei prossimi cento anni. Dovrebbe essere l’unica opera in grado di assicurare la difesa del territorio dagli allagamenti;
il Mose prevede che le dighe a scomparsa resistano alle maree alte fino a 3 metri (quella che ha investito la città di Venezia era alta poco meno di 1,9 metri). Adesso l’opera «lavora» con impianti provvisori e sarà effettivamente a regime fra un anno. Dall’apertura del cantiere avvenuta nel 2003 è prevista la sua realizzazione finale fra due anni. Dopo anni di lavoro sono state posate da molti mesi tutte le 78 paratoie che formano le quattro barriere alle bocche del porto di Lido, Malamocco e Chioggia. Sono stati costruiti gli edifici tecnici e la sala comando a Rocchetta, a fianco della torre piloti della bocca Malamocco, che è la torre di controllo dell’intero porto;
tuttavia, mancano gli impianti accessori, come alcune batterie di compressori, gli arredi, gli ascensori, diverse condutture, numerosi attuatori oleodinamici. Le barriere funzionano già in via sperimentale con una dotazione minima di impianti, ma mancano i collaudi finali, è assente la cabina di regia e va attivata la procedura di autorizzazione per l’apertura e la chiusura delle dighe mobili;
le prove di sollevamento hanno dato esiti positivi, ma l’esperimento in programma era stato sospeso e rinviato per alcune anomalie, Il cronoprogramma prevede che il 30 giugno 2020 il Mose sarà pronto e il 31 dicembre 2021, con la consegna delle opere, inizierà la gestione ordinaria,

Impegna il Governo:

1) ad assumere immediatamente le iniziative di competenza per fronteggiare l’emergenza in atto nel comune di Venezia, per ristorare i danni alle persone e alle cose causati dal maltempo e per scongiurare pericoli futuri;
2) ad adottare iniziative di carattere normativo e finanziario a sostegno della gestione commissariale del Consorzio Venezia Nuova, affinché si possa nel più breve tempo possibile rendere funzionante il sistema di paratoie mobili del Mose.
(1-00292) «Lupi, Colucci, Sangregorio, Tondo, Schullian».