Fine della prescrizione? La fine della Giustizia

Fine della prescrizione? La fine della Giustizia.

Questa mattina il “Buongiorno” di Mattia Feltri sulla Stampa mi ha veramente fatto iniziare bene la giornata. Perché il coraggio di scrivere la verità, cioè di dire le cose come stanno, è sempre un buon viatico.

I grillini – scrive Feltri – presidente della Camera in testa, tifano per l’abolizione della prescrizione perché ‘’ne beneficiano i ricchi, i quali possono permettersi avvocati in gamba, padroni di ogni cavillo buono a trascinare il processo all’estinzione”.

Ma se “dei 129 mila processi prescritti nel 2017, quasi 100 mila si sono prescritti prima di arrivare in tribunale”, che c’entrano gli avvocati? Erano fascicoli abbandonati alla polvere nelle nostre Procure, fa giustamente notare Feltri.

E poi, se è “la sorte dei poveri cristi” che preoccupa l’onorevole Roberto Fico, che cosa diciamo agli innocenti finiti in carcere, “dal 1992 al 2018, oltre 27 mila più di mille all’anno, tre al giorno, uno ogni otto ore”? È una ben triste contabilità. Innocenti in galera e presunti innocenti condannati a processi lunghi una vita.

Anche Raffaele Cantone, magistrato unanimemente riconosciuto per la sua competenza e integrità, si era espresso sull’inutilità di allungare i tempi della prescrizione, figurarsi la sua cancellazione. Una giustizia che arriva tardi o, peggio, che non arriva mai è una giustizia negata, non è la giustizia di cui parla la nostra Costituzione.

Ci si adoperi piuttosto per accelerare i processi.
Questa sì sarebbe una vera rivoluzione per l’Italia.