Sulla Spazzacorrotti la Corte costituzionale ha sancito ciò che era evidente a tutte le persone di buon senso: una legge non può avere valore retroattivo

Sulla Spazzacorrotti la Corte costituzionale ha sancito ciò che era evidente a tutte le persone di buon senso: una legge non può avere valore retroattivo. Lo sa qualsiasi matricola di Giurisprudenza ma non il ministro della Giustizia Bonafede che con quella legge ha mandato delle persone in galera.

Ma l’ha fatto in spregio della nostra Costituzione. Parafrasando Cicerone, “Quousque tandem abutere, Catilina, patientia nostra? Fino a quando abuserete della pazienza degli italiani forzando la legislazione sulla giustizia con norme che hanno come unico criterio la forza dei numeri e la convenienza politica e non i principi sanciti dalla Costituzione?

E succederà la stessa cosa con la #prescrizione, norma sulla cui incostituzionalità hanno già detto la loro gli avvocati e la maggioranza dei magistrati che sono autorevolmente intervenuti alle inaugurazioni dell’anno giudiziario. Il ministro Bonafede è accecato dall’idea di spazzare via i corrotti, per ora a essere spazzata via è stata una legge che corrompeva la giusta idea di giustizia in uno stato di diritto.

Purtroppo le convenienze politiche di questa maggioranza condannano gli italiani ad avere ancora un ministro “incompetente” della Giustizia.