D.L. Intercettazioni: Sognano sistemi talmente perfetti in cui nessuno avrebbe più bisogno di essere buono

“Sognano sistemi talmente perfetti in cui nessuno avrebbe più bisogno di essere buono”.
(Cori da “La Rocca” – Thomas Eliot)

Abbiamo votato NO al D.L. #Intercettazioni.
Vi spiego perché: innanzitutto permettetemi due citazioni:
-“La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili. La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge”.
-“L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva”.
Sono, come tutti sapete bene, due articoli della nostra #Costituzione, il 15 e il 27.

Ora, a fronte di questi due principi costituzionalmente garantiti, noi autorizziamo la praticamente totale e assoluta libertà di utilizzo di una tecnologia: Il #trojan horse, che oltre alla attivazione del microfono sui cellulari permette di:

– captare tutto il traffico dati in arrivo o in partenza dal dispositivo «infettato»
(navigazione e posta elettronica, sia web mail che outlook);
– mettere in funzione la web camera, permettendo di carpire immagini;
– perquisire l’hard disk e di fare copia, totale o parziale, delle unità di memoria del sistema informatico preso di mira;
– decifrare tutto ciò che viene digitato sulla tastiera collegata al sistema (keylogger) e visualizzare ciò che appare sullo schermo del dispositivo bersaglio (screenshot);
– sfuggire agli antivirus in commercio.

Vorrei ora farvi un esempio dell’applicazione della norma che il governo chiede di approvare: il possibile report di una delle 148 aziende private, proprietarie dei software oppure solo locatarie, con azionisti noti o addirittura in alcuni casi con dei prestanome che possono operare in Italia come utilizzatori del trojan horse secondo una libera valutazione degli uffici di Procura che a loro volta ricevono “suggerimenti” da parte della polizia giudiziaria.

Il report è quello ipotetico in cui il pubblico ufficiale sottoposto a indagini è un professore – indaghiamo i professori?, di cosa vi stupite? in piena emergenza sanitaria indaghiamo i medici che la stanno combattendo – e di lui, sospettato di regalare voti e diplomi, veniamo a sapere tutto: cosa mangia a colazione, se appena alzato litiga o meno con la moglie. Dei rapporti con la quale abbiamo saputo tutto quanto successo nelle ore precedenti, se attiviamo la telecamera mentre è in classe potremo anche vedere in diretta le facce di tutti i suoi studenti, sapremo dei litigi con i colleghi durante gli scrutini, se e come fa attività sindacale, politica, quali libri compra…
E tutto questo potremo poi tranquillamente leggerlo sui giornali.

Non ditemi che sto esagerando, perché sui giornali abbiamo già ampiamente letto di gusti, affetti, abitudini e frequentazioni sessuali di persone indagate, che per legge (e non una qualsiasi, la nostra Costituzione) sono presunte innocenti, ma che di fatto sono considerate certamente colpevoli in nome di una legge mai scritta che risponde a un indefinito diritto alla trasparenza che alimenta il voyerismo mediatico e l’invidia sociale. Abbiamo letto intercettazioni che nulla c’entravano con le indagini, intercettazioni che servivano solo a insozzare l’immagine di persone che spesso venivano poi riconosciute innocenti o addirittura estranee ai fatti già in fase istruttoria.

Tutto questo non si chiama intercettazione, si chiama spionaggio.

Andate a rivedere il film “Le vite degli altri” e vi apparirà evidente quello che sto dicendo, anzi, gli spioni della Repubblica Democratica Tedesca al confronto vi sembreranno dei dilettanti.

Io so benissimo che di fronte a certi pericoli, penso alla malavita organizzata e a tutte le conseguenze della sua rete criminale (dalla droga al riciclaggio alle invasioni nel mondo economico e finanziario), penso anche al terrorismo, so – dicevo – che per combattere questi gravi fenomeni ognuno di noi deve accettare di rinunciare a una parte della propria libertà, e noi parlamentari ci prendiamo la responsabilità di chiedere questa rinuncia ai nostri concittadini. Ma davvero pensiamo di dover fare tutto questo per l’apertura di un’indagine avente come ipotesi di reato l’abuso di ufficio?

I garantisti del Partito democratico, i garantisti di Italia viva, i garantisti di Liberi e Uguali pensano veramente che questa sia un’urgenza per l’Italia tanto da dover essere approvata per decreto? Pensano veramente che il governo di cui fanno parte meriti la loro fiducia per coartare così la libertà degli italiani?

Noi no. Mi auguro che ci ripensino anche loro.

 

"Sognano sistemi talmente perfetti in cui nessuno avrebbe più bisogno di essere buono".(Cori da "La Rocca" – Thomas Eliot)Abbiamo votato NO al D.L. #Intercettazioni. Vi spiego perché: innanzitutto permettetemi due citazioni:-“La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili. La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge”.-“L’imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva”.Sono, come tutti sapete bene, due articoli della nostra #Costituzione, il 15 e il 27.Ora, a fronte di questi due principi costituzionalmente garantiti, noi autorizziamo la praticamente totale e assoluta libertà di utilizzo di una tecnologia: Il #trojan horse, che oltre alla attivazione del microfono sui cellulari permette di:– captare tutto il traffico dati in arrivo o in partenza dal dispositivo «infettato» (navigazione e posta elettronica, sia web mail che outlook);– mettere in funzione la web camera, permettendo di carpire immagini;– perquisire l’hard disk e di fare copia, totale o parziale, delle unità di memoria del sistema informatico preso di mira;– decifrare tutto ciò che viene digitato sulla tastiera collegata al sistema (keylogger) e visualizzare ciò che appare sullo schermo del dispositivo bersaglio (screenshot);– sfuggire agli antivirus in commercio.Vorrei ora farvi un esempio dell’applicazione della norma che il governo chiede di approvare: il possibile report di una delle 148 aziende private, proprietarie dei software oppure solo locatarie, con azionisti noti o addirittura in alcuni casi con dei prestanome che possono operare in Italia come utilizzatori del trojan horse secondo una libera valutazione degli uffici di Procura che a loro volta ricevono “suggerimenti” da parte della polizia giudiziaria.Il report è quello ipotetico in cui il pubblico ufficiale sottoposto a indagini è un professore – indaghiamo i professori?, di cosa vi stupite? in piena emergenza sanitaria indaghiamo i medici che la stanno combattendo – e di lui, sospettato di regalare voti e diplomi, veniamo a sapere tutto: cosa mangia a colazione, se appena alzato litiga o meno con la moglie. Dei rapporti con la quale abbiamo saputo tutto quanto successo nelle ore precedenti, se attiviamo la telecamera mentre è in classe potremo anche vedere in diretta le facce di tutti i suoi studenti, sapremo dei litigi con i colleghi durante gli scrutini, se e come fa attività sindacale, politica, quali libri compra…E tutto questo potremo poi tranquillamente leggerlo sui giornali.Non ditemi che sto esagerando, perché sui giornali abbiamo già ampiamente letto di gusti, affetti, abitudini e frequentazioni sessuali di persone indagate, che per legge (e non una qualsiasi, la nostra Costituzione) sono presunte innocenti, ma che di fatto sono considerate certamente colpevoli in nome di una legge mai scritta che risponde a un indefinito diritto alla trasparenza che alimenta il voyerismo mediatico e l’invidia sociale. Abbiamo letto intercettazioni che nulla c’entravano con le indagini, intercettazioni che servivano solo a insozzare l’immagine di persone che spesso venivano poi riconosciute innocenti o addirittura estranee ai fatti già in fase istruttoria.Tutto questo non si chiama intercettazione, si chiama spionaggio. Andate a rivedere il film “Le vite degli altri” e vi apparirà evidente quello che sto dicendo, anzi, gli spioni della Repubblica Democratica Tedesca al confronto vi sembreranno dei dilettanti.Io so benissimo che di fronte a certi pericoli, penso alla malavita organizzata e a tutte le conseguenze della sua rete criminale (dalla droga al riciclaggio alle invasioni nel mondo economico e finanziario), penso anche al terrorismo, so – dicevo – che per combattere questi gravi fenomeni ognuno di noi deve accettare di rinunciare a una parte della propria libertà, e noi parlamentari ci prendiamo la responsabilità di chiedere questa rinuncia ai nostri concittadini. Ma davvero pensiamo di dover fare tutto questo per l’apertura di un’indagine avente come ipotesi di reato l’abuso di ufficio?I garantisti del Partito democratico, i garantisti di Italia viva, i garantisti di Liberi e Uguali pensano veramente che questa sia un’urgenza per l’Italia tanto da dover essere approvata per decreto? Pensano veramente che il governo di cui fanno parte meriti la loro fiducia per coartare così la libertà degli italiani?Noi no. Mi auguro che ci ripensino anche loro.

Pubblicato da Maurizio Lupi su Giovedì 27 febbraio 2020