DlLiquidità: annuncio roboante. 400 miliardi per le imprese, ma senza regole semplici e senza che siano immediatamente applicabili

L’annuncio del #DlLiquidità è roboante: 400 miliardi per le imprese, ma servono regole semplici e immediatamente applicabili e non solo per i prestiti da 25 mila euro.

Dobbiamo salvare la spina dorsale dell’Italia che è costituita da tutte le imprese, grandi, medie e piccole. Leggeremo con attenzione il testo anche perché, nonostante i continui incontri con l’opposizione (l’altisonante cabina di regia) i provvedimenti non ci sono mai stati consegnati neanche in bozza.

Ma è sin d’ora evidente che la restituzione dei prestiti in 6 anni non è sufficiente, per la portata della crisi che si è sviluppata il termine deve essere di almeno 10 anni. #Sace, poi, rischia di diventare un imbuto come è successo all’Inps con le domande per l’erogazione dei 600 euro, e il rischio è che nel breve periodo non venga erogato nulla. Le garanzie dello Stato deve essere del 100% e non ci si può giustificare dicendo che l’#Europa non lo permette: cambi l’Europa.

Le garanzie non possono essere subordinate a garanzie precedentemente avute, non si possono escludere le #aziende in concordato che stavano per uscire dalla crisi, processo di risanamento bloccato dall’arrivo del #Coronavirus.

La #burocrazia in questo momento deve essere zero, noi chiediamo l’autocertificazione anche a chi va a fare la spesa. Infine, abbiamo sempre detto che servono almeno altri 75 miliardi di scostamento nel bilancio dello Stato, e quindi se per la liquidità servono più dei 20 miliardi previsti dal MEF li si metta.

Se le aziende andranno in default non ci sarà più nessuno che pagherà i conti dello Stato.