Immuni applicazione obbligatoria? Decida il Parlamento

Mentre con i rappresentanti dell’opposizione siamo in riunione a Palazzo Chigi per discutere dell’applicazione Immuni per il tracciamento dei movimenti delle persone, se e come utilizzarla, se renderla obbligatoria o volontaria, con tutti gli enormi problemi legati alla privacy e alla libertà delle persone, il commissario straordinario Domenico Arcuri se ne esce in conferenza stampa, ripresa da tutti i siti, che o ci si scarica la app sul cellulare o non si esce di casa.

Conoscendo Arcuri penso che si tratti di un infortunio, un maldestro tentativo di convincere dell’utilità di questa applicazione e della sua assoluta necessità, altrimenti direi che questo si chiama ricatto dei cittadini.

A noi non piace la dittatura, nessun tipo di dittature, neanche quella che in nome della salute mette agli arresti domiciliari chi dissente sull’uso di una tecnologia.

Le leggi sulla libertà delle persone sono norma primaria su cui decide il Parlamento, non c’è esperto o commissario che tenga. Più lavoro e meno conferenze stampa.

Penso anche che il Governo, oltre ad avvalersi del parere degli esperti, dovrebbe dar loro alcuni criteri e indicazioni, soprattutto per quanto riguarda la comunicazione ai cittadini.