Serve chiarezza nei rapporti con la Cina

Non ci devono essere né dubbi né tentennamenti sulla collocazione internazionale del nostro Paese.
Soprattutto in un momento come questo.

Abbiamo tutti letto con apprensione le interviste del segretario della Difesa americano e del nostro ministro della Difesa.

Mark Esper ha dichiarato che “Russia e Cina si stanno approfittando di una situazione unica per far avanzare i loro interessi (…) e seminare divisioni nell’Alleanza atlantica e in Europa” e che “possono cercare di usare la pandemia e le sfide economiche derivanti che tutti fronteggiamo come un’apertura per investire in industrie e infrastrutture critiche che possono avere effetti sulla sicurezza di lungo termine”.
Ha inoltre aggiunto che “tutti gli aiuti offerti da ogni paese devono essere materiali di qualità, e liberi da condizioni e interferenze”.

Lorenzo Guerini gli ha fatto eco ricordanti che Nato e Ue sono “i nostri pilastri” e che occorre trasparenza sull’origine del virus.

Ora succede invece che, come riportato su Il Mattino di Napoli del 2 maggio, “250 ventilatori acquistati in Cina possono causare gravi danni ai pazienti, compresa la morte”, dichiarazione raccolta dalla #NBC che ha pubblicato un articolo in merito ai macchinari difettosi giunti qualche tempo fa nel Regno Unito.

Anche in India si sono verificati casi di prodotti provenienti dalla Cina difettosi per il contrasto al Covid-19, come riportato dall’agenzia Asia News.

Australia, Francia, Germania, Regno Unito e Stati Uniti hanno chiesto alla Cina di fare chiarezza su quanto accaduto attorno all’origine del virus Covid19.

Pechino fino a oggi ha respinto la richiesta australiana di un’indagine internazionale sulle cause della diffusione della pandemia.

A fronte di questa situazione tutt’altro che rassicurante, ho presentato, insieme ai colleghi Colucci, Tondo e Sangregorio, una interrogazione urgente al ministro degli Esteri Italiano per sapere se ritenga necessario associarsi alla richiesta di una commissione internazionale d’inchiesta avanzata dai governi di questi Paesi occidentali, e inoltre se intenda accertare gli eventuali difetti di qualità dei prodotti provenienti dalla Cina e la corretta modalità con cui questi vengono immessi sul mercato.