Assistenti civici? Incitazione governativa al guardonismo

Assistenti civici? Incitazione governativa al guardonismo.

La surreale proposta degli assistenti civici a cui demandare il controllo del comune senso del rigore contro la diffusione del Coronavirus oltre a far perdere un pò di soldi allo Stato e un pò di tempo ai suoi funzionari – sono gratis, mi obietteranno, però non dico una divisa, ma almeno un tesserino, la formazione di un registro in cui inserire i loro nomi, la selezione delle domande, la dotazione a tutti di un metro, un minimo di formazione (richiamare o meno i due fratellini che si abbracciano? e le coppie mano nella mano? sono sposati, fidanzati o conviventi?) – dovrà affrontare un altro serio problema: dopo anni di incitazione all’indignazione e all’invidia sociale, e mesi di appelli alla delazione e di insulti a runner, ciclisti e accompagnatori di cani, persino a qualche infermiera che aveva l’ardire di uscire di casa per recarsi al lavoro, le richieste per l’ambito ruolo di sceriffo dell’altrui senso civico saranno milioni, altro che sessantamila, e si porrà il problema della selezione dei migliori, del concorso, delle graduatorie…

La proposta è talmente strampalata che non riesco che a scherzarci su, non riesco a evocare scenari come quelli del film “Le vite degli altri”, lì la questione era drammatica, qui mi sembra più un’eccitazione al guardonismo nazionale, una farsa. Che, per fortuna, non si realizzerà.