INTERPELLANZA – Pagamenti POS

Io non sono un nemico delle banche e della finanza, non ho pregiudizi in merito, sono per me strumenti necessari e positivi per un’economia moderna.
Ma devo purtroppo constatare che a volte nel mondo della finanza c’è chi fa il possibile per scatenare le critiche di chi opera nell’economia reale. E si tratta di critiche pienamente giustificate.

L’ultimo caso che ho segnalato al ministro dell’Economia con una interpellanza è quello del gruppo finanziario #Nexi, che fornisce servizi e infrastrutture per il pagamento digitale per banche, aziende, istituzioni e pubblica amministrazione.
Per semplificare, Nexi fornisce il #Pos con cui molti esercenti accettano i nostri pagamenti con carta di credito, pagamenti sui quali pagano una commissione. Bene, Nexi, in piena crisi da #Covid19, ha unilateralmente modificato le condizioni che fa agli esercenti aumentando del 30% il costo della commissione.

Il tutto in un momento in cui il limite dell’utilizzo del contante passa da 3000 a 2000 euro, riduzione che dovrebbe far aumentare l’uso del pagamento elettronico e a fronte della quale il presidente del Consiglio Giuseppe Conte si è impegnato dicendo “Andremo ad azzerare o ridurre sensibilmente le commissioni”.

Credo che, dopo aver previsto un credito di imposta del 30% agli esercenti proprio per le commissioni pagate per l’utilizzo del Pos, il governo dovrebbe intervenire per contrastare questi aumenti ingiustificati che rendono inutile la sua iniziativa.

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