INTERROGAZIONE – Commissioni POS

270 miliardi è il volume dei pagamenti digitali con carta di credito.
Mi sono arrivate diverse segnalazioni che indicano una commissione dell’1,25% applicata all’esercente per l’utilizzo del POS.
Questo vuol dire oltre 3 miliardi di euro guadagnati per la sola erogazione del servizio.

Il credito di imposta del 30% oggi garantito dallo Stato per chi utilizza il POS è di 53,9 milioni di euro annui a decorrere dal 2021, una copertura misera, ed è di fatto pagato dai cittadini.

Per capire dove stia il problema: l’utile netto di un ristorante si aggira intorno al 3% del fatturato, Possiamo permettere che questa tassa occulta lo eroda ulteriormente? L’1,25% del fatturato corrisponde infatti al 30% del guadagno.

Qualcuno potrà dire: in Europa la media del costo delle commissioni è la stessa. È vero. Ma è anche vero che in molti Paesi, ad esempio in Germania, non esiste alcun limite all’uso del contante. In Italia da oggi, primo luglio, è di 2000 euro e diventerà di 1000. Non c’è un mercato libero.

Io non sono contro l’utile finanziario, il denaro non è lo sterco del demonio, le tasse occulte sì.

La mia proposta è quindi che si metta un tetto massimo alle commissioni bancarie.
Noi abbiamo presentato un emendamento che lo fissa allo 0,6%.
Perché maggioranza e opposizione non lo votano tutti assieme?
Queste non sono battaglie di parte, sono battaglie di tutti.

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