RECOVERY FUND – 209 miliardi

Arriveranno 209 miliardi dal Recovery Fund. Bene, che ne facciamo?

I precedenti non depongono a nostro favore: a fine del 2018, ultimi dati disponibili, l’Italia doveva ancora usare 58 miliardi sui 75 dei Fondi europei per il settennio 2014-2020.
Delle risorse per occupazione, ricerca e piccole imprese ne abbiamo spese solo il 20 per cento.

Il problema non saranno i vincoli esterni, non sarà l’Europa.
Il problema sarà la capacità del Governo di costruire e poi realizzare i progetti che presenteremo in Europa.

E progettare non vuol dire fare l’elenco dei sogni come quando si vince alla lotteria o fare il bonus monopattino.
Progettare non vuol dire neanche affidarsi all’ennesima Task Force rappresentativa non si sa di chi.

C’è un’Italia che lavora, che produce ricchezza e solidarietà, educazione e cultura e che è rappresentata in Parlamento, anche dalle opposizioni, che chiede solo di poter essere coinvolta per ragionare di investimenti e non di soldi spesi in ulteriore assistenzialismo. Coinvolgetela, è il primo segnale di credibilità che il Governo potrà dare all’Europa e all’Italia intera.

Avremmo già dovuto farlo da mesi, come l’opposizione, i commercianti, gli imprenditori chiedono da tempo.

Arriveranno 209 miliardi dal #RecoveryFund. Bene, che ne facciamo?

Arriveranno 209 miliardi dal #RecoveryFund. Bene, che ne facciamo?I precedenti non depongono a nostro favore: a fine del 2018, ultimi dati disponibili, l’Italia doveva ancora usare 58 miliardi sui 75 dei Fondi europei per il settennio 2014-2020. Delle risorse per occupazione, ricerca e piccole imprese ne abbiamo spese solo il 20 per cento.Il problema non saranno i vincoli esterni, non sarà l’Europa.Il problema sarà la capacità del Governo di costruire e poi realizzare i progetti che presenteremo in Europa. E progettare non vuol dire fare l’elenco dei sogni come quando si vince alla lotteria o fare il bonus monopattino.Progettare non vuol dire neanche affidarsi all'ennesima Task Force rappresentativa non si sa di chi. C’è un’Italia che lavora, che produce ricchezza e solidarietà, educazione e cultura e che è rappresentata in Parlamento, anche dalle opposizioni, che chiede solo di poter essere coinvolta per ragionare di investimenti e non di soldi spesi in ulteriore assistenzialismo. Coinvolgetela, è il primo segnale di credibilità che il Governo potrà dare all'Europa e all'Italia intera.Avremmo già dovuto farlo da mesi, come l’opposizione, i commercianti, gli imprenditori chiedono da tempo.

Pubblicato da Maurizio Lupi su Mercoledì 22 luglio 2020