Intervista al CorSera: Perché no al voto a distanza: così salterebbe la discussione, la democrazia non si snatura.

Così salterebbe la discussione,
la democrazia non si snatura.

 

Maurizio Lupi, deputato di Noi con l’Italia, è in isolamento perché risultato positivo al Covid-19. «Per ora sto bene, speriamo…», dice. E, nonostante la sua assenza forzata da Montecitorio, si dichiara «assolutamente contrario al voto a distanza».

Non vorrebbe avere modo di esprimere anche da lontano il suo parere?
«La nostra Costituzione assegna al Parlamento una funzione molto chiara: è l’unico organo legislativo; e non può essere trasformato in un votificio come vorrebbe la maggioranza. Il voto è la parte finale di una discussione».

Ma il momento è eccezionale…
«Certo, ma la pandemia è democratica, colpisce maggioranza e opposizione. Il Parlamento può continuare a lavorare: l’unica condizione per la quale non può deliberare è se manca il numero legale».

La maggioranza teme che voi facciate mancare il numero legale.
«Il voto a distanza eliminerebbe il confronto, il dibattito, la possibilità di presentare emendamenti: insomma, sbilancerebbe tutta l’attività a favore della maggioranza. Ma non si può snaturare il cuore della nostra democrazia, né si possono inventare scorciatoie. E non ci portino ad esempio Westminster o il Parlamento europeo, dove ci sono bilanciamenti e funzioni completamente diversi».

E se il numero di parlamentari impossibilitati a essere presenti alle Camere dovesse crescere?
«Noi abbiamo già proposto una soluzione, sia alla Conferenza dei capigruppo che alla Giunta per il regolamento: che tutti i colleghi malati di coronavirus o in quarantena siano dichiarati in missione. Questo significa che quelle assenze fanno abbassare automaticamente il numero legale necessario, e il Parlamento può lavorare nel pieno delle sue funzioni».

Una proposta che non è piaciuta alla maggioranza?
«Il problema è politico. La maggioranza pensa che, con il voto a distanza, i numeri ci saranno sempre, l’esecutivo si rafforza ma la coscienza è a posto. Invece di fare calcoli, nei momenti più difficili bisogna fare ricorso allo spirito costituente, con il quale maggioranza e opposizione cercano un accordo. Da marzo noi abbiamo sempre dimostrato responsabilità».

Vi rimproverano l’episodio di quando le nuove misure sono state bloccate per mancanza di numero legale.
«È vero che mancavano 41 parlamentari di maggioranza per Covid, però ce n’erano altrettanti dei loro assenti per altri motivi: è una spia del fatto che hanno problemi interni. E adesso vogliono usare la pandemia per apparire coesi e rafforzarsi».

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La maggioranza pensa che con il voto a distanza i numeri ci saranno sempre. Usano la pandemia per apparire coesi