Pdl e Pd richiamano il governo al suo dovere: realizzare il programma

Intervista a Il Messaggero: “Lupi: fuori luogo parlare di diktat, il punto è attuare il programma”. Leggete qui le mie considerazioni politiche sui rapporti tra Pdl, Pd e governo.

 
NON DIKTAT MA RICHIAMO ALLE RAGIONI
Chi parla di diktat dà una risposta sbagliata rispetto a chi pone un’esigenza giusta: quella di realizzare il programma di governo. Il Pdl ha sempre detto che realizzare le cose per cui questo governo si è costituito è la sua forza.
Quindi a me pare che se il Pd o il Pdl richiamino continuamente il governo, anche con proposte concrete, ad attuare tutte quelle misure che possono rilanciare l’Italia sia un fatto solo positivo. Questi richiami non sono diktat ma servono a ricordare a tutti la natura e lo scopo dell’esecutivo.
In sintesi: non temo le parole di Brunbetta o Capezzone che anzi ringrazio; non tempo Fassina o Boccia e anzi ringrazio anche loro per le proposte che avanzano sull’economia. Mi preoccupano le dichiarazioni di quelli del Pd che puntano alla crisi e a formare una maggioranza con fuoriusciti dal Movimento 5 Stelle. Questa si che sarebbe una iattura per l’Italia!
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AUMENTO IVA
Anche autorevoli esponenti – di governo – del Pd, segretario Epifani compreso, sono favorevoli a non aumentare l’Iva. Anche da parte loro la preoccupazione è che in un momento come questo non si può dare un segnale di blocco dei consumi e di recessione. Se non ci riuscissimo sarebbe una sconfitta da valutare.
Quando si dice che Imu, Iva e lavoro sono tre punti prioritari dell’azione del governo non si esprime un diktat ma solo che occorre trovare in tempi brevi tutte le risorse per gli obiettivi che tutta la maggioranza, non questo o quel partito, si è data.
 
SENTENZA BERLUSCONI-RUBY
Berlusconi è stato molto chiaro e anche il premier Letta ha apprezzato il suo atteggiamento. Il governo non cade per i suoi processi ma cade se non realizza il suo programma.
Ciò non attenua il giudizio assolutamente negativo che abbiamo espresso sulla sentenza della Consulta e che mi auguro, ma ormai sono scettico, non si ripeta con la sentenza sul caso Ruby e per gli altri processi. Sentenze che puntano ad eliminare per via giudiziaria uno dei grandi leader politici italiani.
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